Che poi l'aria che si respira è sempre questa, ma certe volte non te ne rendi conto. Preso dai tuoi pensieri, dai tuoi impegni, da quelle cose che si accumulano nel tempo e che non ti riportano più alla spensieratezza degli anni che furono.
C'è che quando ripenso a un po' di anni fa, i più difficili della mia vita, forse, ci penso con serenità, sì, ma con un briciolo di malinconia. Mi mancano.
Mi manca la scuola, mi manca l'organizzare di mattina le cavolate della sera, mi manca non vedere continuamente le facce che un tempo vedevo. Mi manca non essere più com'ero e come eravamo, semplicemente. Quell'idiozia magica, quasi unica, che ci faceva fare cose che forse adesso non faremmo nemmeno più, se ne avessimo l'occasione.
Quando stavo male, e di momenti ce ne sono stati, mi sentivo morire. E anche quando poi ci vedevamo tutti, uscivamo, facevamo casino, o semplicemente stavamo insieme, un po' di quel malessere rimaneva, seppur leggermente sopito e non in superficie. Pensavo che sarebbe rimasta in eterno quella sensazione che mi portava a ritenere quel periodo una parentesi negativa, che tale sarebbe rimasta per sempre nei miei ricordi.
Sbagliato: mi manca tutto.
Tutto cambia, sarà anche vero, ma raramente cambia in meglio.
L'unica cosa vera, purtroppo o per fortuna, è che tutto è passeggero, che per amici (o presunti tali) che perdi, ce ne sono altri che trovi.
Mi sta capitando spesso, ultimamente, di far tardi di notte parlando con certe persone. Con alcune mi sono aperto, ho cercatodi instaurare un rapporto di confidenza più stretto dei soliti, con altre si è ancora più in superficie. Ma sono comunque persone che, anche se conoscevo già da tempo, si stanno avvicinando ora. E' una fortuna, compensano in qualche modo le tante, tantissime persone che all'epoca c'erano e oggi non ci sono più.
Persone con cui ci si sentiva pronti a combattere in eterno, uniti dalla vita e, in alternativa, dai nostri interessi. Capaci di passare 6-8-10-12 ore al giorno insieme, senza stancarsi mai, ma trovando anzi sempre un motivo nuovo per legarsi ulteriormente.
Ci abbiam puntato pure l'anima, davvero.
Credo che non sia andata bene, o almeno questa al momento è l'impressione.
La cosa peggiore è rievocare un momento passato, magari un viaggio in 4 in macchina, e capire che sarebbe irripetibile ora. Capire che nessuno dei tuoi 3 compagni di viaggio fa parte della tua vita, anche se con 2 di loro a volte ci si vede. Una sorta di tentativo di mostrare a se stessi che il distacco non c'è stato, secondo me.
Per fortuna però alcune facce rimangono, alcuni rapporti si rafforzano, e altre discussioni notturne fanno pensare che sì, effettivamente di tanto in tanto può nascere qualcosa di nuovo.
"
Lo squadrone siamo noi", Max Pezzali diceva così...
Per il resto che dire, sono diventato ufficialmente uno stronzo, ma di quelli veri.
Quello che non si fa mai sentire (
"oh mi puoi anche scrivere?" "perchè, tu l'hai fatto?"), quello che fa il bastardo (
"perchè fai così con me, cosa è cambiato?" "così come?"), quello che invece di cercare il dialogo lo evita (
"guardami, non guardare di là!").
Quello che, probabilmente, ha imparato (forse per la prima volta, forse davvero) a chiudere delle porte. Stronzo Q.B., quanto basta; stronzo il giusto, nel caso specifico. Per altri casi chissà, questo è un passo avanti.
"ehi piccola... guarda che non importa che tu mi sorrida ogni volta che mi vedi, tu per me sei come morta, tu sorridi ma io non ti vedo"