postato da JackDaniels87 alle ore 22:21
mercoledì, 17 ottobre 2007

Ciao, sono Marco Mondini, 29 anni, posto fisso in banca, bello stipendio, economia aziendale fino ai 25 anni, bella vita, canne, amicizie "giuste"; ho successo con le donne, ora convivo, ho tanti amici (e amiche..) per uscire di sera.
Che bella vita... la vuoi barattare?!?!?

Ok, lo ammetto, sono fortunato: ho tutto quello che si può desiderare.
Ogni tanto per la verità sento qualcosa dentro, qualcosa che non va; un omino piccolino piccolino, probabilmente con un caschetto e una tutina mimetica, che esplora i miei vasi sanguigni e lentamento mi circola in tutto il corpo, e mi si ferma in testa e non mi molla più. Poi però vado a dormire e quando mi sveglio, puff, l'amichetto è sparito. E io sono di nuovo io, Mondo, pronto a una nuova avventura.
Quando non esco di sera finisce sempre così, con l'alpinista in corpo. Mi chiudo in uno sgabuzzino e scrivo storie di quasi-famiglie. Storie di famiglie modello, di famiglie belle, di famiglie alla brillantina e di famiglie cotonate. Famiglie da copertina. Famiglie da Famiglia Cristiana. Famiglie come non ce ne sono. Mai.
Famiglie-amore. Amore-famiglia. Famiglia-Amore-Amore-Famiglia. Autocommiserazione. Scrivere di amore è la fasulla ricchezza dei poveri.
Come dite?! La macchina sportiva? Il lavoro in banca? Io sono ricco?
In queste serate io sono povero. Povero di spirito. Per fortuna però (me l'ha detto Cark Gable) domani è un altro giorno, e dopo una dormita l'omino se ne va.
E' meglio uscire di sera, specie se lo si fa con le amiche giuste. Marta. Carrozzeria decente. Buon assetto. Ciuccia assai. Macchina sportiva. Amica sportiva, Marta.
E' fidanzata?! Beh, anch'io.

Le implicazioni sentimentali però prima o poi bloccano tutti. Non me, ovvio, io sono una specie di Dio, ma tutti gli altri si.
"Stasera niente, sono fidanzata..."
"ah, e che cazzo siamo usciti a fare?"
"per parlare un po'..."
"per parlare?! siamo usciti per parlare? Non erano parole fini a un accoppiamento selvaggio? Non parlavamo per creare atmosfera intorno alla monta folle? Stavamo parlando per il gusto di parlare?"

Stavamo parlando per il gusto di parlare. Il suo.
L'ho lasciata a sedere in riva al fosso, come una prostituta qualunque. Come dite?! Ho esagerato?!
Non credo, io sono così e non mi cambierete mai...


Non vedo Marta da 10 anni.
Stanotte ripensavo a quell'ultimo incontro, ai pensieri che affollavano la mia mente in quei giorni, alle mille amicizie e ai miei raccontini pieni di falsità. Erano famiglie sdolcinate, false, ridicole.
Oggi pomeriggio invece ho un'immagine negli occhi. Io, che ho sempre odiato la pesca, oggi sono a sedere sull'argine del fiume. Ho la canna da pesca in mano, mi incanto per un istante sui vermicelli che ho portato da casa. Come si pesca, e che esche si usano, me lo ha insegnato un amico. A me non interessava, ma ora è diverso. Una voce mi chiama. E' felice, raggiante, entusiasta. Ha appena trionfato. Ha pescato il suo primo pesce. Quella voce mi è familiare, quella voce ha qualcosa di mio. Quella voce è di mio figlio.
Si gode un momento magico, solleva il suo trofeo e mi rende partecipe della sua vittoria. Mi si avvicina, mi schiaffa un sonoro "5" con il palmo della mano e mi si butta al collo; il suo abbraccio mi stringe, mi stritola, mi fa salire le lacrime agli occhi. Mi vuole bene; me lo dice la sua voce: le cose belle gliele insegno io, io ci sono sempre.
L'ho visto, emozionato, leggere un bel messaggio in Chiesa durante la sua comunione; mi ha guardato e il mio sorriso gli ha dato fermezza; ha cercato i miei occhi dal trampolino della sua prima gara di nuoto, e io mi sono sbracciato per garantirgli il mio appoggio; ha cercato il mio sguardo alla lezione di piano, con le dita tremanti e imbranate: gli sorridevo in silenzio, con le mani sulle ginocchia (come Forrest Gump).
Quel pesce è un altro successo, io ci sono sempre.
Voglio anche che soffra prima o poi, il minimo necessario per crescere; voglio vederlo una volta ubriaco, perchè si deve provare tutto, ma una sola; voglio che rimanga per sempre il bravo ragazzo che è, anche se a volte ai miei occhi di padre non sembra.
Padri e figli sono uguali: parlano una lingua propria. Ognuno la propria.
Voglio fidarmi di lui, come mi sarei fidato di me stesso quando mio padre non poteva farlo; un padre non ritiene mai il figlio abbastanza responsabile, ma io non voglio essere cieco, voglio dargli fiducia ogni volta che mi dimostri di meritarla.
Voglio potergli dare tutto ciò che vuole, voglio che studi, voglio offrirgli tutti i soldi che servono, anche se lui mi dirà che vuole essere indipendente.
Voglio la salute eterna per lui, e tutte le gioie possibili; voglio la salute anche per me, solo per aiutarlo quando avrà bisogno, per esserci per lui, per vederlo crescere e per far crescere bene anche i suoi figli.
A quel punto, vecchio padre realizzato, voglio morire in un cinema, solo con me stesso, mentre vedo un bel film. Voglio morire così, con un grande proiettore alle spalle e un immenso sorriso in faccia...

Ma è un futuro remoto, a cui non si deve pensare. Non fa parte della mia personalità; o forse sì...
Guardo il mio piccolo e raggiante figlio pescatore e penso a quanto tempo sembra passato da quando facevo vita di bagordi, penso a quanto è azzeccato il detto "quant'acqua è passata sotto i ponti"...
Ho messo la testa a posto, è nato un piccolo me, un piccolo Mondo. Gli insegnerò l'inglese, la guida, la contabilità, l'uso del termostato del frigorifero. Mettendo a sua disposizione quello che so, sto scoprendo un mondo nuovo. Sono diverso, davvero. Ma sono sempre io. Semplicemente, il nuovo Mondo.
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postato da JackDaniels87 alle ore 20:19
domenica, 07 ottobre 2007

Corrado Cavallo,
Commercialista, Compenso Costante, Coerente Con Concorrenza, Con Collaboratrici Carine, Clienti Contenti, Certezze Collaudate.

Colazione Con Collega Comparsa Con Curiosa Coincidenza, Commovente Combinazione; Cresciuti Complici, Coraggiosi, Cannati, Coltivando Corteccie. Corpo-Cartine-Corteccie: Commistioni Curiose, Combustioni Cancerogene.

Colazione Con Collega Che Cova Costosi Costumi, Con Crocchia, Capelli Corvini, Carisma Criptico; Collega Che Crea CortoCircuiti Corteggiando Corrado Cavallo Con Caldi Croissant.

Corrado Cavallo,
Comiugato, Cortese, Commercialista, Crolla Con Collega Convinta, Convincente.
Cadono Certezze, Convinzioni, Convenzioni, Convivenze: Cede. Contratto, Controllato, Controproducente, Contrattacca Concludendo Col Coito, Contento Come Cornificante.

Cadono Comunismo, Coriandoli, Case; Crollano Costruzioni, Congregazioni, Congressi.
Corrado Cavallo, Coniglio Coglione, Congeda Conuige Coronando Connubio Con Chiara, Collega Commercialista. Cede Così, Confuso, Condiscendente, Crollato Concretizzando Cornificazioni Condannabili;

Corrado Cavallo,
Commercialista; Chiavatore Casuale, Cavallo Codardo Che Cerca Certezze;
Corrado Cavallo,
Commercialista Come Chiara, Cinquantenne Consumato Che Coltiva Corteccie.
Corrado Cavallo Cercava Credibilità, Contentezza.
Corrado Cavallo Covava Certezze, Concretezza.
Corrado Cavallo Costruisce Cazzate.
Codardo Cavallo, Commercialista.
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postato da JackDaniels87 alle ore 23:26
venerdì, 05 ottobre 2007

Apatico. Insofferente. Aggettivi che potevano descrivere realisticamente il suo umore negli ultimi giorni.
Non aveva voglia di fare nulla, sentiva un cerchio alla testa continuo e la costante, fastidiosa sensazione di essere tra i coglioni. Aveva litigato con la sua ragazza per colpa della sua fottuta gelosia, pochi giorni prima; sapeva di aver esagerato, si meritava la reazione scazzata della fidanzata e sentiva il bisogno di chiederle scusa per le sue scenate. Aveva avuto problemi con un collega di lavoro, con cui forse avrebbe chiarito la situazione rapidamente. Aveva discusso coi genitori, sempre per colpa della sua testa dura; lo sapeva benissimo che a volte la mamma e il papà hanno ragione.
Era un periodaccio, ma quel giorno era diverso. Quella mattina s'era svegliato col piglio giusto, col sorriso sulle labbra.
Era il suo gorno. Ne era certo.Si alzò di scatto, senza le solite accortezze. Quel giorno non ne sentiva il bisogno, si sentiva più vitale che mai. Accese il cellulare e trovò un sms della sua ragazza, che gli chiedeva scusa per le sue reazioni e gli chiedeva di vedersi il prima possibile per fare la pace. Si ricordò anche che quel giorno era l'anniversario di matrimonio dei suoi genitori, ed era felicissimo di festeggiare insieme a loro.
Era - il - suo - giorno.
Si lavò la faccia, soffermandosi più del solito sui suoi bei lineamenti, accese il televisore per leggere la pagina 101 del televideo e sorrise, ascoltando la classica pubblicità (che di solito lo faceva tanto incazzare). Aprì la finestra e rimase inebriato dal profumo della primavera; quell'odore, solitamente coperto dallo scazzo mattutino, gli penetrò nella testa fino a fargli promettere di prestare più attenzione alla natura e al mondo circostante, in ogni momento.
Venti minuti dopo era in macchina, pronto a cominciare una nuova giornata di lavoro. Questa volta però col sorriso sulle labbra. Il mondo aveva colori nuovi. Non solo il grigio dell'asfalto e il bianco della segnaletica orizzontale, ma il rosa dei peschi in fiore a destra, e il verde del grano ancora giovane a sinistra, sovrastati da uno stupendo cielo azzurro. Spogli filari di viti facevano invece capolino dagli specchietti retrovisori, carichi di ricordi autunnali e di speranze per la nuova vendemmia ancora lontana. Che bello aprire gli occhi di  fronte al mondo! Finalmente!
Davanti, una curva pennellata di bianco.
E' un momento. Fosso. Palo. Buio.
Era il suo giorno.
Aveva ragione.
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postato da JackDaniels87 alle ore 21:11
martedì, 02 ottobre 2007

...che non scrivo qualcosa di decente qui, qualcosa che sia mio e sentito e non una canzone o un'email... so che sarà qualcosa di lungo, ma preferisco citare il momento in cui mi ero fermato, un po' per cercare in qualche modo di "riprendere il filo" e un po' perchè effettivamente sono pensieri che mi fanno compagnia ancora...

"Oggi tra le cianfrusaglie varie ho trovato il mio primo casco e i miei pedali della bici da pista...
Ha fatto capolino un po' di malinconia, per i tanti ricordi che mi ha lasciato uno sport che stavo iniziando a odiare perchè mi "toglieva la libertà"...
Mi pesava non essere mai andato con gli altri a giocare a calcetto e a basket al parco, uscire poco; pian piano avevo cominciato a vivere sempre più metà di qua e metà di là, e le cose fatte a metà non riescono mai bene;
alla fine avevo deciso di abbandonare, seppur un po' in confusione, per cominciare finalmente a vivere una gioventù che mi sembrava stesse scivolando via... Più spazio alle uscite serali, con la voglia di spaccare il mondo, più spazio alla morosa che reclamava attenzioni, più spazio al futuro, con la fine della scuola e poi l'ingresso nel mondo del lavoro...

Poi che è successo??
Che con la ragazza di allora nel giro di 3-4 mesi ci si è trovati estranei, le uscite serali strepitose e tutto quanto dopo un po' di mesi (annetto?) hanno cominciato a non essere più attese e interessanti come prima, invece di mettermi a lavorare seriamente e con un posto fisso sotto al culo mi sono infilato in una università che sa molto di vicolo cieco con maniaco sessuale alle spalle...

Mi ricordo raduni, stage, collegiali, neve, pioggia, francia e belgio, croazia e le nazionali, ma anche le gare dopo drittoni in discoteca nel settembre 2005, o entusiasmo alle stelle quando si correva una 3 giorni di giovedì,venerdi e sabato perchè così ci si poteva sbizzarrire il sabato sera al mare...

Mi ricordo che non ne potevo più perchè da 8 anni facevo solo quello, ma in fondo se avessi avuto la possibilità di fare un anno di pausa avrei cambiato idea...
E magari ora mi godrei a fondo le uscite serali, frequenti fino a orari decenti e sporadiche ma esaltanti fino a tarda notte, sarei comunque a fare la mia facoltà-farsa e mi prenderei qualche soldino correndo in bici, senza aver bisogno di fare lavori forse meno faticosi ma senz'altro più pallosi, a pensarci ora a distanza di tempo...

Perchè non sono andato a Senigallia??
"

Io probabilmente sono tardo, sono lento a capire le cose, perlomeno quelle importanti... perchè mi è già capitato più volte di capire che ci tenevo davvero a una cosa (o a una persona) solo dopo averla persa... mi è capitato con il mio amico d'infanzia, il mio primo pallone, un supertele con occhi naso e bocca disegnati, una ragazza in particolare... mi è capitato anche quando ho preso la decisione di cui parlavo in quel post, perchè in quel momento mi sembrava che ci fossero tante cose destinate a cambiarmi la vita... la verità è che tutte quelle cose l'avrebbero presto resa noiosa, la mia vita... mi mancano le persone con cui si conviveva, mi mancano le cazzate che comunque si dicevano, e ora vedere che alcuni di quei "colleghi" stanno arrivando a quelli che erano i miei sogni di bambino mi sega le gambe!
Vedo spesso qualcuno di loro in tv, e ripenso ai momenti insieme... oppure devo pure mandare sms di complimenti, come pochi giorni fa, e ricevo risposte che sanno tanto di ritorno al passato... ho pure rivisto delle vechie registrazioni, per farmi male definitivamente! Il prossimo anno sarò consigliere, accompagnatore-simil direttore sportivo, addetto stampa... una specie di factotum (si scrive così?!) di quella che è stata la mia prima squadra.
Proprio il fatto di impegnarmi in questo modo, anche se mi farà perdere probabilmente tante belle domeniche di mare, mi permetterà di vivere più serenamente quello che altrimenti sarebbe stato un distacco un po' doloroso; così è semplicemente una ruota che gira, un passaggio dallo sport all'insegnamento, da cliente a commesso.
Le proprie passioni sono come la ragazza di cui si è innamorati: finchè è tutto comodo sembra quasi che ci si rompa, e magari si cerca un'altra; però a quel punto ci si accorge che quello che si aveva prima è proprio quello che occorre!
Il vantaggio delle passioni è che quando si ritorna sui propri passi non si prendono delle pizze in faccia; è per questo che ho preso la mia decisione.
Una decisione che mi rasserena tantissimo.

Questa era una puntualizzazione, per riprendere da capo ciò che ho interrotto mesi fa.
Poi sicuramente questa è solo una delle passioni che ho deciso di ricominciare a coltivare nei prossimi mesi; spero di potermi permettere di seguire ancora le idee in cui ora credo fermamente, spero di non fermarmi come faccio di solito, maestro di incostanza quale sono!
L'estate appena trascorsa, passata in gran parte lavorando di mattina e dormendo di pomeriggio, mi ha insegnato tanto: ragionandoci ora, penso di non essere mai cresciuto così in pochi mesi, da un certo punto di vista.
Ci sono stati un po' di incontri che mi hanno davvero aiutato ad apprendere nozioni che saranno forse elementari nella vita di un uomo, ma che per me non erano del tutto chiare.
Ringrazio di cuore le persone che mi hanno aperto gli occhi, e la speranza è che le palpebre non calino già con l'avvento dell'autunno.

Per tutti i racconti vari, o per parlare degli obiettivi futuri, o semplicemente per cercare di scrivere qualcosa che mi viene da dentro... l'appuntamento è fissato, questa volta torno a scrivere!
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