postato da JackDaniels87 alle ore 12:28
domenica, 25 novembre 2007

Apatico.
Insofferente.
Aggettivi che potevano descrivere realisticamente il mio umore negli ultimi giorni.
Non avevo voglia di fare nulla, sentivo un cerchio alla testa continuo e la costante, fastidiosa sensazione di essere tra i coglioni.
Avevo litigato con la mia ragazza per colpa della mia fottuta gelosia, pochi giorni prima; sapevo di aver esagerato, meritavo la reazione scazzata di Chiara e sentivo il bisogno di chiederle scusa per le mie scenate.
Avevo avuto problemi con un collega di lavoro, con cui però, forse, avrei chiarito la situazione rapidamente.
Avevo discusso coi miei genitori, sempre per colpa della mia testa dura; lo sapevo benissimo che a volte la mamma e il papà hanno ragione.
Era un periodaccio, ma quel giorno era diverso. Quella mattina mi ero svegliato col piglio giusto, col sorriso sulle labbra.
Era il mio gorno.
Ne ero certo.
Mi alzai di scatto, senza le solite accortezze. Quel giorno non ne sentivo il bisogno, mi sentivo più vitale che mai. Accesi il cellulare e trovai un sms di Chiara, che mi chiedeva scusa per le sue reazioni e mi chiedeva di vederci il prima possibile per fare la pace.
Mi ricordai proprio in quel momento che quel giorno era l'anniversario di matrimonio dei miei genitori; ero felicissimo di festeggiare insieme a loro.
Era - il - mio - giorno.
Mi lavai la faccia, soffermandomi più del solito sui miei bei lineamenti;
accesi il televisore per leggere la pagina 101 del televideo e sorrisi, ascoltando proprio quella pubblicità che di solito mi faceva tanto incazzare.
Aprii la finestra e rimasi inebriato dal profumo della primavera; quell'odore, solitamente coperto dallo scazzo mattutino, mi penetrò nella testa fino a farmi promettere di prestare più attenzione alla natura e al mondo circostante, in ogni momento.
Venti minuti dopo ero in macchina, pronto a cominciare una nuova giornata di lavoro, per una volta però col sorriso sulle labbra.
Il mondo aveva colori nuovi.
Non solo il grigio dell'asfalto e il bianco della segnaletica orizzontale, ma il rosa dei peschi in fiore a destra, e il verde del grano ancora giovane a sinistra, sovrastati da uno stupendo cielo azzurro. Spogli filari di viti facevano invece capolino dagli specchietti retrovisori, carichi di ricordi autunnali e di speranze per la nuova vendemmia ancora lontana.
Che bello aprire gli occhi di  fronte al mondo! Finalmente!
Davanti, una curva pennellata di bianco.
Fu un momento.
Fosso.
Palo.
Buio.
Era il mio giorno.
Avevo ragione.


Il giorno dopo, il bianco della segnaletica orizzontale si mischiava al grigio scuro della mia inutile frenata.
Mio padre e mia madre avevano appena perso la possibilità di partire per barcellona. Doveva essere una specie di seconda luna di miele, un bel viaggio da fare da soli.
Invece erano rimasti in Italia per colpa mia, per la mia disattenzione; anche la mia ragazza era lì a casa mia, ma non per passarci il weekend insieme a me come avevamo programmato.
Si piangevano sui maglioni, ormai destinati a finire negli armadi, e si consolavano cercando di spiegare quanto grande fosse stata la fortuna di conoscere me.
Nessuno ricordava le cinghiate di mio padre, le fughe da scuola, le litigate furibonde e le sensazioni di aver a che fare con un poco di buono.
Tutti ricordavano invece il mio bel sorriso, il mio buon cuore, le belle parole che avevo speso per chi apprezzavo e le pacche sulle spalle date ai veri amici.
Da morto avevo capito che ero stato un bravo ragazzo.
Ero contento.
Poi pensai che anche di chi fa una strage prima di uccidersi si dice che "era un bravo ragazzo, non mostrava segni di squilibrio".
Ed ero un po' meno contento.
Non potevo esserlo, comunque. Avevo visto i miei genitori straziati scoppiare a piangere nel momento del riconoscimento della mia salma; avevo sentito rimbombare il "nooooooooooooooooo" di mia madre fin nel profondo della mia anima: la sensazione peggiore della mia vita l'ho provata da morto.
Io nella mia vita avevo sempre pensato al dolore che può provocare la morte, e in particolare il momento in cui ti rendi conto di non poter più fare nulla.
Mi immaginavo di fronte a un medico che a voce bassa mi spiegava che avevo pochi giorni di vita prima di andarmene definitivamente, oppure cercavo di immedesimarmi nel ragazzo che non può più fare nulla mentre la sua macchina piomba in un precipizio, attendendo solo di schiantarsi al suolo qualche decina di metri più giù.
Mi è capitato spessissimo di pensarci, e ho sempre pensato alla mia angoscia, ai miei pensieri, al mio dolore, alla mia sofferenza.
Solo da morto mi sono accorto che la vera sofferenza è quella dei parenti e degli amici, perchè sono loro che perdono una persona cara.
Solo da morto ho capito che tante volte ho sprecato il tempo che mi era stato concesso, ma non solo perchè non capivo cosa sarebbe stato giusto fare; semplicemente, perchè non lo facevo.
Dicono che il battito d'ali di una farfalla possa scatenare un tornado dall'altra parte del mondo: io ci ho sempre creduto.
Io ci credevo semplicemente perchè fare il primo passo, decidere di VOLER fare una cosa, è ciò che ti spinge poi a farla; è il primo movimento quello che decide tutto, se non ci fosse quello non esisterebbe la partenza.
La mia tesi già quando ero vivo prendeva forza ogni mattina di più: quando suonava la sveglia, e io invece di alzarmi subito aspettavo 5 minuti, e poi mi riaddormentavo. Sempre.
Mentre correvo per strada per non perdere il treno, o l'autobus, pensavo sempre alle ali di quella farfalla, e mi riproponevo di voler essere una farfalla, da quel momento in poi.
Poi la mattina dopo ero di nuovo un bruco, e le ali non le muovevo. Forse è per questo che mi ha sempre affascinato l'origine, il bambino che corre insieme agli altri milioni di potenziali bambini per arrivare primo a fecondare; perchè io nella vita di tutti i giorni non sono il primo, ma uno dei tanti.


Quel giorno, però, seppur estremamente turbato dal grido di mia madre, ero contento.
Quel giorno io non ero uno dei tanti.
Quel giorno ero Luca.
Quel giorno ero il "povero Luchino".
Quel giorno ero Luchino il buono, Luca il bello, il bravo, l'educato, il carino, il sorridente, lo studioso, il lavoratore.
Non ero uno dei tanti.
Tutti i fiori erano per me, tutti quanti arrivavano per salutare me.
La morte mi aveva preso a braccetto, aveva scelto me, e questo era il mio addio al celibato.
Tutti mi pensavano, tutti piangevano.
Piangevano per me e io me la ridevo.
Stavo bene, in pace con me stesso nel mio vestito nero.


Il giorno dopo, però, le loro lacrime si erano già asciugate.
Il giorno dopo la vita non mi ricordava più.
Il giorno dopo ero solo crisantemi in un vaso d'ottone.
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postato da JackDaniels87 alle ore 18:18
martedì, 20 novembre 2007

Prenditi xx minuti per leggere con attenzione queste parole.
La vita è corta, la vita è piena di impegni, la vita è dura, a volte.
E' difficile trovare tempo e voglia per dirsi "ho voglia di leggermi un buon libro";
uscire stanchi e arrabbiati dall'ufficio alle 6 di sera e fermarsi in biblioteca a spostare decine e decine di libri dagli scaffali per trovare un titolo curioso e interessante;
mettere i piedi fuori dall'officina alle 5 di sera e entrare in una libreria in cui perdersi, in cui staccare la spina e lasciarsi cullare dai titoli che man mano ci accarezzano gli occhi, per poi scegliere quello con la copertina più colorata;
è difficile e a volte poi si riesce a fare questo passo, il più duro, e ci si accorge dopo 3 pagine che il libro scelto è stata una colossale fregatura, si pensa subito di andarlo a cambiare ma poi non se ne ha voglia, e non si ha tempo.
Tante volte è più facile andare a noleggiare un film, e anche quello è un bel modo di passare il tempo;
film d'animazione, d'avventura, thriller, comici, horror, muti... quasi sicuramente avrò lasciato fuori il tuo genere preferito, e ti starai già lamentando per aver scelto questo libro schifoso che non parla delle commedie che piacciono a te, vero?

Allora io prendo una scena iniziale che forse avrai visto, dei simpatici spermatozoi colorati che ballando "Surfin' USA" si avvicinano affannosamente alla meta, e cercano di essere i primi a tagliare il traguardo...
La mia storia comincia di qui perchè questa è l'origine, l'origine della vita e l'origine del bambino di cui vi sto per parlare.

Il bambino è il protagonista di una storia banale, ma che secondo me in certi momenti ti farà pensare "cavolo, questa cosa io non l'ho mai scritta ma l'ho pensata spesso!".
Questo bambino, che vedrà la luce tra nove mesi, ha vissuto una vita che, piena o vuota che sia, vale la pena di raccontare; ogni vita va narrata, perchè anche i dettagli più insignificanti se osservati attentamente hanno una dimensione inimmaginabile.
Dicono che il battito d'ali di una farfalla possa scatenare un tornado dall'altra parte del mondo: io ci credo.
Io ci credo semplicemente perchè fare il primo passo, decidere di voler fare una cosa, è ciò che ti spinge poi a farla; è il primo movimento quello che decide tutto, perchè se non ci fosse quello non esisterebbe la partenza. La mia tesi prende forza ogni mattina di più, quando suona la sveglia e io invece di alzarmi subito aspetto 5 minuti, e poi mi riaddormento.
Mentre corro per strada per non perdere il treno, o l'autobus, penso sempre alle ali di quella farfalla, e mi ripropongo di voler essere una farfalla, da quel momento in poi.
Poi la mattina dopo sono di nuovo un bruco, e le ali non le muovo. Forse è per questo che mi affascina l'origine, che mi affascina il bambino che corre insieme agli altri milioni per arrivare primo; perchè io nella vita di tutti i giorni non sono il primo, ma uno dei tanti.

Sono passati sicuramente 3, anzi, 4 minuti, o forse anche 2 giorni perchè magari tra un impegno e l'altro eri stato costretto a fermarti a metà...
Non fa niente. Quello che mi chiedo è se, nonostante tutto quel che ti circonda e ti distrae, in questi 4 minuti e 10 secondi ti sei fatto una tua idea del bambino che ti ho chiesto di immaginare.
Te lo chiedo per 2 motivi: perchè anche dentro di te c'è un bambino simile a lui, a cui non dedichi mai del tempo ma che non muore e non ti abbandona; e anche perchè anche tu nove mesi prima di nascere hai vinto una gara analoga a quella che ti ho descritto un paio di minuti fa.
Hai vinto anche tu una gara con milioni di partecipanti, non ti senti un po' simile al bambino di cui ti ho parlato io?
Almeno una volta anche tu sei stato il primo, e non uno dei tanti.
Quando perdo il treno e mi sento un pirla e ripenso a questo mi viene da ridere, sono arrivato primo e puntuale quella volta e poi mai più.
La vita è corta, la vita è piena di impegni, la vita è dura; forse stai pensando di aver già sprecato troppo tempo (5-6 minuti, te lo dico io) per proseguire oltre.
Stai pensando che non vale la pena dar fiducia a un cantastorie che racconta queste storielle.

Ma io su questo bambino vorrei sapere di più.

Tu no?
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postato da JackDaniels87 alle ore 18:08
mercoledì, 07 novembre 2007

Livingston, 07 novembre 2007
Ciao mamma!
Io tutta la burocrazia che c'è qui non l'ho capita, o forse non ho voluto capirla;
non so quindi quando leggerai la mia lettera, quando verrà spedita.
Sono sicuro che penserai che te la potevo scriver eprima, che di tempo ce n'è stato: hai ragione. Però il mio tempo qua è pieno, non puoi immaginare quanto. In questi anni ho avuto modo di allenarmi, di scrivere, di fare anche un po' di lavori insieme ai miei "colleghi", tutte attività interessanti.
Una volta è venuta a trovarmi Erika, la tua Erika, la mia ex-ragazza.
Purtroppo il tempo per parlarsi era quello che era, però abbiamo ripercorso per un attimo gli anni insieme, abbiamo riso e devo ammettere che mi sono sentito di nuovo invincibile come allora... Abbiamo rivissuto in pochissimo tempo le più belle emozioni provate insieme, io e lei, con le litigate furibonde e le giornate stupende trascorse subito dopo aver fatto pace. Ti ricordi mamma quando venivo a lamentarmi da te e tu mi consigliavi, e intanto mi viziavi con le tue ciambelle?! Poi, dopo un'ora, veniva anche Erika a lamentarsi da te, e tu le cucinavi i tuoi spaghetti! Sai cosa mi ha detto tra le altre cose?
"A volte tiravo per le lunghe le nostre litigate solo per poter passare del tempo con tua madre... In quei momenti mi sentivo protetta, fiera di essere italo-americana, solo una mamma italiana può trattare da regina la ragazza del figlio!".
E' una ragazza d'oro Erika, abbiamo parlato anche di quando tra noi è finita... Per un anno non ci siamo più parlati, ci eravamo fraintesi, poi eravamo riusciti a chiarirci, lei mi aveva spiegato che era riuscita a considerarmi da "un altro punto di vista" ed eravamo diventati grandi amici, e veniva da noi a mangiare... Tu ci trattavi come 2 figli; mi sarebbe piaciuto avere una sorella come Erika, e tu avresti tanto voluto una figlia come lei. Hai avuto solo me, quando ci penso mi intristisco pensando al fatto che purtroppo non sono riuscito a starti vicino per tutto questo tempo... tu da giovane non volevi nemmeno starci qui in America, alla fine ci sei rimasta da sola!
Non so se senti gli altri parenti, anche quelli in Italia; spero stiano tutti bene...
Il tempo stringe, volevo dirti che è venuta a trovarmi anche Jennifer, l'amica di Kathrine: sai che lei mi conosceva bene, infatti onn mi ha mai abbandonato al mio destino; ce ne vorrebbero di più di persone come lei. Lei la pensa esattamente come me, che tutta la serie di coincidenze che mi hanno inchiodato qui siano solo una sfiga assurda.
Pensa che qua ho conosciuto anche un prete, e gli ho chiesto:
"ma il tuo Dio come me lo può spiegare il motivo per cui mi ha fatto finire qui anche se non avevo mai fatto male a una mosca?"
Lui non mi ha saputo rispondere, ma non credo sia colpa di Dio, se esiste; è il prete chiuso qui, nel Braccio della Morte di Livingston in Texas, che forse non doveva fare il prete.
Comunque mamma ormai non ho più tempo; il governatore non è come Jennifer, lui alla mia verità non ci crede e nel pomeriggio mi farà ammazzare.
Kathrine non l'ho uccisa io, lo so io, lo sai tu, lo sa lei stessa, lo sa Jennifer e lo sa quel Dio ignorante che non muove un dito per sottrarmi all'ultima iniezione.
Non volevo farti sapere che oggi è il gran giorno, perchè tu saresti venuta qui per una specie di ultimo saluto; io gli occhi di mia madre che guarda il figlio ormai morto non li voglio incrociare.
Non so appunto quanto tempo ci metterà questa lettera ad arrivare nelle tue mani, ci sono tanti fusi orari di mezzo e non so quando la faranno partire.
Io comunque sarò già in viaggio, e non piangere perchè è comunque un viaggio sereno.
So che tu conosci la verità, sai che tuo figlio non era un assassino. E questo mi basta.
Ciao Mamma!!
"An old man turned ninety-eight
He won the lottery and died the next day
It's a black fly in your Chardonnay
It's a dead row pardon two minutes to late
And isn't it ironic... dont' you think
Life has a funny way of sneaking up of you
Life has a funny, funny way
of helping you out
helping you out..."

Tuo

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postato da JackDaniels87 alle ore 22:41
domenica, 04 novembre 2007

"Karma Police, arrest this man, he talks in maths
He buzzes like a fridge, he's like a detuned radio"

Mi guarda e ride. Colpisce col gomito il suo amico e mi indica col mento, classico segno di disprezzo. Tanto quel matto non capisce che sfotto lui", sono sicuro che lo sta pensando, il bastardo. Dirà che io mi sono smarrito, che ho perso la retta via, che sono diventato scemo... o che forse lo sono sempre stato! Cazzo ne sa lui, io ho studiato, so le tabelline, so cos'è una derivata e cos'è un integrale, sono nato coi numeri e i numeri li ho studiati per anni, io parlo e so quel che dico... "6x8=48"... "il logaritmo è l'esponente che devo dare alla base per ottenere l'argomento"... "seno, coseno e cotangente"... "Bzzzzz"... Far finta di esser escemo mi fa comodo, tutti mi deridono ma nessuno si apsetta niente da me, non ho presisoni addosso, magari domani salverò una donna e tutti grideranno al miracolo e io diventerò un eroe... se fossi un poliziotto sarebbe solo il mio dovere; voglio sembrare proprio scemo, ora gioco con una pallina immaginaria e la faccio rimbalzare qui, davanti alla stazione, davanti al McDonald... Lui mi sta deridendo ma non lo sa che sono più lucido e fermo nei miei ideali di quanto lo sia lui, e che è lui che si è perso nella sua fottuta società, è lui che deve farsi vedere bello davanti agli altri, è lui che ha smarrito se stesso...

"Karma Police, arrest this girl, her hitler hairdo,
is making me feel ill
And we have crashed her party"

"Che cazzo vi ho fatto, cosa volete"... "Questa è la mia festa, qui si gioca come dico io, ci travestiamo come voglio io, è una goliardata!!!" Non seguo idee filonaziste, non sono una donna da internare, sono una ragazza che si voleva divertire... io lo so che non è giusto, che non è eticamente corretto, che Hitler era una merda, lo so che se ci travestivamo tutti da sette nani o Raperonzolo nessuno ci avrebbe fatto niente, e invece come provetti Stalin, Hitler e Gesù Cristo sembra che qua ci sia qualcosa di losco... ma vi sembra che si possa fare un rito stanico in queste condizioni, vi sembra possibile che Roosevelt, Krusciov e lo Spirito Santo si mettano attorno allo stesso tavolo per parlare col demonio, vi sembra possibile che si tratti di questo, vi sembra possibile che vi fidiate di una cazzo di telefonata di una vicina rompicoglioni?! Se ci vestivamo da personaggi da bambini a lei non dava fastidio, e perchè questo lo fa? Chi gliel'ha insegnato a lei che tutti gli alternativi sono satanisti, chi gliel'ha detto, che cazzo vuole?!
Sono giovani allo sbando, dice lei.... E' una vecchia da internare, dico io, qui è lei che ha smarrito se stessa se szente il bisogno di venire a sbirciare in casa mia per vedere come si vestono i miei amici... E' lei che ha perso se stessa...

"This is what you get, this is what you get
This is what you get, when you mess with us"

Siamo matti, abbiamo perso noi stessi perchè siamo fuori dagli schemi, perchè facciamo quello che vogliamo senza farci condizionare... siamo matti perchè lo vogliamo essere... Questo è quello che ottieni, Questo è quello che ottieni, Questo è quello che ottieni, Se ti immischi con noi...

"This is what you get, this is what you get
This is what you get, when you mess with us
And for a minute there, I lost myself, I lost myself
And for a minute there, I lost myself, I lost myself

For a minute there, I lost myself, I lost myself"

Per un attimo ho smarrito me stesso... In un pomeriggio di novembre, in cui ho ripensato che forse c'è davvero qualcosa che si poteva fare per prendere una piega diversa, che a volte il limite tra quello che scegli e quello che vuoi è sottilissimo, e non c'è bisogno di prendere una decisione drastica, come vivere da barbone dopo una laurea in matematica... Basterebbe dire un si o un no a una persona importante nel momento giusto, o forse basterebbe solo dire a quella persona tutto quello che ti passa per la testa... Senza preoccuparti di non renderla partecipe dei tuoi problemi, della tua famiglia di merda, della decisione più importante della tua vita riguardo la tua più grande passione, della tua presunta malattia, che per fortuna non era che un'impressione... dire che hai dei problemi che però si risolveranno, che i problemi sono solo tuoi, che quella persona non è altro che la cosa migliore della tua vita in quel momento... Le persona importanti poi cambiano, si spostano, si alternano... però in certi momenti le più vicine sono quelle che andrebbero preservate da ogni sofferenza, protette da ogni cosa e aiutate ad essere forti e serene...
Per un attimo ho smarrito me stesso... In un pomeriggio di novembre, mi sono smarrito in 2 grandi occhi che mi hanno riportato a quando io in queste cose ci credevo, quando sognavo che ci fossero le persone per una sera e quelle per sempre, e quando credevo che una specie di Dio ti assegni delle persone che meriti, e che ti meritano, e che è giusto avere al fianco...
Per un attimo ho smarrito me stesso... In un pomeriggio di novembre, sono tornato il ragazzino che ero, e che mi piaceva essere, malgrado le delusioni più disparate...
Per un attimo ho smarrito me stesso... poi tutto è rientrato nella normalità, sono uscito alle 23.37 per festeggiare i miei 20anni e sono tornato quello che sono diventato, un disilluso che di tanto in tanto si smarrisce nei suoi sogni di adolescente....
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