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Riparto di qui.
Come dicevo poco più di un anno fa, il resoconto dell'anno appena trascorso mi mette a disagio ogni volta, ma l'idea mi piace. Finirò per fare di nuovo qualcosa di simile.
Mi fa quasi sorridere leggere "
specie da quando mi sono abituato a passare un mese di dicembre veramente del cavolo...", perchè questa ormai è davvero una mia prerogativa.
Quest'anno ero certo che sarebbe stato tutto diverso, visto che dicembre mi ha portato nella meravigliosa Parigi. E invece no, il viaggetto è stato solo una parentesi tra i funerali dei giorni precedenti e i vari casini dei giorni seguenti (macchina in panne, tentativo di scippo al cimitero (-.-'), problemi della nonna). Considerando che già di mio odio Natale e Capodanno, questo dicembre va semplicemente ad allungare la serie.
Ma è del 2007 che si parla.
L'anno, a differenza del precedente, è cominciato proprio male.
Una serata di metà gennaio, tra litigata con mio padre e telefonata di mezzanotte, mi ha segnato profondamente. I tentativi di suicidio secondo me fanno paura anche solo nella mente: vederli però è peggio.
Tra dubbi sul percorso di studi intrapresi, voglia di mollare tutto e problemi familiari, serviva solo serenità. Quello che mi sono trovato costretto a fare e vedere mi ha invece turbato parecchio, e ha lasciato un segno nei mesi successivi e forse anche in me stesso, più profondamente.
Spinto quindi sia dai miei dubbi che dalla voglia di non lasciare tempo ai pensieri, ho accettato una proposta di lavoro full-time. Sono riuscito comunque a rimanere in pari con gli esami, decidendo di proseguire la mia carriera universitaria, e per 3 mesi ho dedicato interamente la mia giornata al negozio.
Essere impegnato ogni giorno dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.30, più 4 spostamenti da mezz'ora l'uno, mi ha lasciato libero. Libero da ogni pensiero.
Dovevo dare anche degli esami (peraltro passati) e non avevo tempo per i miei hobby.
Però non pensavo e quando mi stendevo sul letto di sera ero contento.
Pensavo per 1 minuto alla mia situazione ed ero fiero di me, poi il sonno aveva la meglio e mi addormentavo sereno.
Quando poi ho deciso di mollare quel lavoro per preparare meglio gli ultimi esami e per passare alla vita di campagna ho rovinato tutto.
Da quel giorno di inizio maggio non ho più passato nessun esame.
Maggio è stato un mese particolare.
Uscito dal mio mondo senza pensieri sono stato catapultato di nuovo in un mondo di paranoie che purtroppo mi appartiene.
Sono tornato ai soliti problemi, alle solite persone, ai pensieri di gennaio. A metà mese il ricordo di gennaio si è fatto fortissimo; ho deciso di dare un taglio netto.
Spazio alle piccole cose, alle piccole gioie. Volevo davvero, e l'avevo scritto a penna sul mio "taccuino", vivere il bello che ci viene offerto.
Dopo 3 giorni il mio migliore amico (e anche la migliore amica, direi) sono finiti all'ospedale.
Per fortuna il tutto si è risolto in poche settimane, ma le mie buone intenzioni sono state minate subito, alla radice.
Ho festeggiato come un matto la Champions League del Milan, anche se non ero poi così entusiasta, non sono più un vero tifoso.
L'ho fatto però per rivivere l'estate 2006 con la nazionale, che coinvolgeva tutti e che non era solo un evento sportivo.
Dopo le partite dell'Italia ero felice. E' solo sport, ma ero felice.
Ci ho riprovato in questo maggio e la serata è stata magica. Il giorno dopo però era di nuovo tutto uguale.
Di fatto, ho mollato subito l'idea di godermi TUTTE le piccole cose. Tanto appena lo pensi arriva un'inculata.
Semplicemente non ci si deve pensare. Quel che viene viene.
Giugno mi ha riportato un po' in vecchie paranoie (strano). E' luglio però che ha dato un primo segnale di svolta: dopo quasi 2 anni, sono riuscito a donare il sangue all'Avis.
Mesi e mesi di esami, controlli, tutto a posto, ma senza mai arrivare a conclusione.
Io, figlio di epatico, per legge non posso donare.
Per fortuna però alcuni medici hanno come legge personale il buon senso, l'unica legge che deve valere sempre.
Da quando dono sono contento. Anche se le mie vene sono particolari, e ogni volta è una dura lotta per le infermiere, quando esco dalla sala prelievi sono contento. Ogni 3 mesi vivo una giornata spensierata, veramente. Quell'ago fa miracoli.
Credo che sia la stessa sensazione che prova un tossicodipendente dopo la sua dose.
L'estate è passata come al solito, lavorando di mattina e dormendo nel pomeriggio, per riuscire ad uscire un po' la sera... Oltre a questo però mi ha formato molto, ci sono stati 2 incontri importanti.
Uno ha forse dato un ulteriore conferma alla mia disillusione. Una ragazza di 26 anni può insegnare già qualcosa in più rispetto a un 20enne, perchè mi ha proprio mostrato in tutti i sensi quanto può cambiare una persona nei 6 anni che ci dividono.
L'altro incontro invece mi ha spinto un po' nell'altra direzione, quella della vita che si immagina nei sogni. Mi ha regalato dei bei momenti, un bel fine estate, dei bei mesi. Se poi io non so fare ciò che mi darebbe più felicità è solo colpa della testa che mi ritrovo. Per fortuna lei lo sa, e mi perdonerà (e mi ha già perdonato) per questo.
La fine dell'estate mi ha regalato un altro ritorno dal passato, di una persona arci-nota.
Ho pensato per mesi che sia stato uno dei regali migliori dell'anno. Nelle ultime settimane mi sembra che sia semplicemente qualcosa che potevo evitare. Dell'amicizia di certe persone non ce n'è bisogno. In ogni vita ognuno ha un suo ruolo. Il suo non è di sicuro questo. Probabilmente nella mia vita di ruoli non ne avrà più, e credo sia meglio così.
L'università va e non va, a casa va e non va.
Non c'è molto di nuovo all'orizzonte.
La novità migliore è l'impegno da allenatore e addetto stampa.
A febbraio, al termine del corso, il mio ruolo di allenatore sarà certificato. Mi ha fatto uno strano effetto ricevere delle lettere dalla Federazione Ciclistica Italiana, a distanza di tempo.
Ho abbandonato per saturazione un mondo che amavo, e quando sono tornato mi ha di nuovo accolto a braccia aperte.
Ricordo ancora, più di 10 anni fa, i miei primi passi in quel mondo.
E' un mondo che sta invecchiando.
Un mondo che, vittima di persone, società, e chissà cos'altro, ha perso il ricambio.
Sono i giovani di 50 anni fa che lo portano avanti.
Spero che tutti gli scandali degli ultimi anni facciano dei giovani una generazione migliore dell'ultima, che ha rovinato il buono fatto dai vecchi.
Vedi i dirigenti e i miei primi allenatori morire; a dare continuità possiamo essere solo noi.
Io ci provo.
Il volontariato li ha fatti vivere felici, magari funzionerà anche per noi giovani.
Questa è la novità per il 2008.
Uno dei pochi motivi per cui guardo al domani con serenità.
Per tutto il resto vedo il solito buio.
Poi chissà, magari per una volta l'anno nuovo sarà migliore del vecchio.