postato da JackDaniels87 alle ore 11:25
venerdì, 28 dicembre 2007

jackdaniels87.splinder.com/post/10282055/Evito...

Riparto di qui.
Come dicevo poco più di un anno fa, il resoconto dell'anno appena trascorso mi mette a disagio ogni volta, ma l'idea mi piace. Finirò per fare di nuovo qualcosa di simile.
Mi fa quasi sorridere leggere "specie da quando mi sono abituato a passare un mese di dicembre veramente del cavolo...", perchè questa ormai è davvero una mia prerogativa.
Quest'anno ero certo che sarebbe stato tutto diverso, visto che dicembre mi ha portato nella meravigliosa Parigi. E invece no, il viaggetto è stato solo una parentesi tra i funerali dei giorni precedenti e i vari casini dei giorni seguenti (macchina in panne, tentativo di scippo al cimitero (-.-'), problemi della nonna). Considerando che già di mio odio Natale e Capodanno, questo dicembre va semplicemente ad allungare la serie.
Ma è del 2007 che si parla.
L'anno, a differenza del precedente, è cominciato proprio male.
Una serata di metà gennaio, tra litigata con mio padre e telefonata di mezzanotte, mi ha segnato profondamente. I tentativi di suicidio secondo me fanno paura anche solo nella mente: vederli però è peggio.
Tra dubbi sul percorso di studi intrapresi, voglia di mollare tutto e problemi familiari, serviva solo serenità. Quello che mi sono trovato costretto a fare e vedere mi ha invece turbato parecchio, e ha lasciato un segno nei mesi successivi e forse anche in me stesso, più profondamente.
Spinto quindi sia dai miei dubbi che dalla voglia di non lasciare tempo ai pensieri,  ho accettato una proposta di lavoro full-time. Sono riuscito comunque a rimanere in pari con gli esami, decidendo di proseguire la mia carriera universitaria, e per 3 mesi ho dedicato interamente la mia giornata al negozio.
Essere impegnato ogni giorno dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.30, più 4 spostamenti da mezz'ora l'uno, mi ha lasciato libero. Libero da ogni pensiero.
Dovevo dare anche degli esami (peraltro passati) e non avevo tempo per i miei hobby.
Però non pensavo e quando mi stendevo sul letto di sera ero contento.
Pensavo per 1 minuto alla mia situazione ed ero fiero di me, poi il sonno aveva la meglio e mi addormentavo sereno.
Quando poi ho deciso di mollare quel lavoro per preparare meglio gli ultimi esami e per passare alla vita di campagna ho rovinato tutto.
Da quel giorno di inizio maggio non ho più passato nessun esame.

Maggio è stato un mese particolare.
Uscito dal mio mondo senza pensieri sono stato catapultato di nuovo in un mondo di paranoie che purtroppo mi appartiene.
Sono tornato ai soliti problemi, alle solite persone, ai pensieri di gennaio. A metà mese il ricordo di gennaio si è fatto fortissimo; ho deciso di dare un taglio netto.
Spazio alle piccole cose, alle piccole gioie. Volevo davvero, e l'avevo scritto a penna sul mio "taccuino", vivere il bello che ci viene offerto.
Dopo 3 giorni il mio migliore amico (e anche la migliore amica, direi) sono finiti all'ospedale.
Per fortuna il tutto si è risolto in poche settimane, ma le mie buone intenzioni sono state minate subito, alla radice.
Ho festeggiato come un matto la Champions League del Milan, anche se non ero poi così entusiasta, non sono più un vero tifoso.
L'ho fatto però per rivivere l'estate 2006 con la nazionale, che coinvolgeva tutti e che non era solo un evento sportivo.
Dopo le partite dell'Italia ero felice. E' solo sport, ma ero felice.
Ci ho riprovato in questo maggio e la serata è stata magica. Il giorno dopo però era di nuovo tutto uguale.
Di fatto, ho mollato subito l'idea di godermi TUTTE le piccole cose. Tanto appena lo pensi arriva un'inculata.
Semplicemente non ci si deve pensare. Quel che viene viene.
Giugno mi ha riportato un po' in vecchie paranoie (strano). E' luglio però che ha dato un primo segnale di svolta: dopo quasi 2 anni, sono riuscito a donare il sangue all'Avis.
Mesi e mesi di esami, controlli, tutto a posto, ma senza mai arrivare a conclusione.
Io, figlio di epatico, per legge non posso donare.
Per fortuna però alcuni medici hanno come legge personale il buon senso, l'unica legge che deve valere sempre.
Da quando dono sono contento. Anche se le mie vene sono particolari, e ogni volta è una dura lotta per le infermiere, quando esco dalla sala prelievi sono contento. Ogni 3 mesi vivo una giornata spensierata, veramente. Quell'ago fa miracoli.
Credo che sia la stessa sensazione che prova un tossicodipendente dopo la sua dose.
L'estate è passata come al solito, lavorando di mattina e dormendo nel pomeriggio, per riuscire ad uscire un po' la sera... Oltre a questo però mi ha formato molto, ci sono stati 2 incontri importanti.
Uno ha forse dato un ulteriore conferma alla mia disillusione. Una ragazza di 26 anni può insegnare già qualcosa in più rispetto a un 20enne, perchè mi ha proprio mostrato in tutti i sensi quanto può cambiare una persona nei 6 anni che ci dividono.
L'altro incontro invece mi ha spinto un po' nell'altra direzione, quella della vita che si immagina nei sogni. Mi ha regalato dei bei momenti, un bel fine estate, dei bei mesi. Se poi io non so fare ciò che mi darebbe più felicità è solo colpa della testa che mi ritrovo. Per fortuna lei lo sa, e mi perdonerà (e mi ha già perdonato) per questo.
La fine dell'estate mi ha regalato un altro ritorno dal passato, di una persona arci-nota.
Ho pensato per mesi che sia stato uno dei regali migliori dell'anno. Nelle ultime settimane mi sembra che sia semplicemente qualcosa che potevo evitare. Dell'amicizia di certe persone non ce n'è bisogno. In ogni vita ognuno ha un suo ruolo. Il suo non è di sicuro questo. Probabilmente nella mia vita di ruoli non ne avrà più, e credo sia meglio così.
L'università va e non va, a casa va e non va.
Non c'è molto di nuovo all'orizzonte.
La novità migliore è l'impegno da allenatore e addetto stampa.
A febbraio, al termine del corso, il mio ruolo di allenatore sarà certificato. Mi ha fatto uno strano effetto ricevere delle lettere dalla Federazione Ciclistica Italiana, a distanza di tempo.
Ho abbandonato per saturazione un mondo che amavo, e quando sono tornato mi ha di nuovo accolto a braccia aperte.
Ricordo ancora, più di 10 anni fa, i miei primi passi in quel mondo.
E' un mondo che sta invecchiando.
Un mondo che, vittima di persone, società, e chissà cos'altro, ha perso il ricambio.
Sono i giovani di 50 anni fa che lo portano avanti.
Spero che tutti gli scandali degli ultimi anni facciano dei giovani una generazione migliore dell'ultima, che ha rovinato il buono fatto dai vecchi.
Vedi i dirigenti e i miei primi allenatori morire; a dare continuità possiamo essere solo noi.
Io ci provo.
Il volontariato li ha fatti vivere felici, magari funzionerà anche per noi giovani.
Questa è la novità per il 2008.
Uno dei pochi motivi per cui guardo al domani con serenità.
Per tutto il resto vedo il solito buio.
Poi chissà, magari per una volta l'anno nuovo sarà migliore del vecchio.
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postato da JackDaniels87 alle ore 16:18
venerdì, 21 dicembre 2007

I giorni belli sono come le rondini che vedi a fine estate: volano e se ne vanno.
E' così che ti accorgi se sei soddisfatto di qualcosa o meno.
Le ore belle durano solo venti minuti.

Torno nel mio mondo e lo vedo come è sempre stato. Fottutamente diverso da come lo vorrei.
Distinguo nettamente quello che mi piace e quello che non mi piace.
Metto tanti film in lingua straniera in coda su emule, leggo qualcosa sull'esperanto e penso a quanto può darti una persona apparentemente pazza. Un Mr.Bean francese che ti insegna come si deve vivere.
Con tranquillità.

Tu ringrazi lui, ringrazi chi ti ha accompagnato nella tua settimana e soprattutto noti con piacere come certe persone ti continueranno a stupire sempre.
Chi ha qualcosa da dare ha risorse infinite.
Chi ha poco da dare è come il mio portafogli. Si svuota subito.

Mi prometto di lanciare veramente una rivoluzione, la svolta che ho ipotizzato mille, duemila, sborrantamila volte.
Ragiono come se domani cambiasse tutto. Cerco di dividere quel che mi piace da quel che non mi piace.
Metto come al solito la testa davanti al cuore, ma cerco di farli collaborare bene, per una volta.
Cerco di distinguere quel che è giusto da quel che è sbagliato.

Quello che distingue me, un me qualunque.
Quello che mi distingue da quello che vorrei essere.
Quello che mi distingue dalla vita felice è proprio quello che rivedo in me di mia madre.
Il mio continuo pensare al domani, a "come sarebbe se", a vivere più con la testa che con il cuore.
La testa non serve a un cazzo.

Mentre guardavo fuori dalla finestra, mentre un italiano faceva a botte col barista, vedevo un mondo che mi piacerebbe fosse il mio.
Un mondo ostello, in cui parli liberamente al primo che incontri senza essere inoppurtuno.
Un mondo straniero, in cui quello a cui l'Italia ci abitua è tutto stravolto.
Un mondo parigino, in cui le dici "pardon" e il suo sorriso scioglie il gelo dell'inverno.
Un mondo in cui lei risponde alla tua domanda e tu eri così affascinato da non aver ascoltato la risposta.
Un mondo in cui non fai il coglione fino in fondo come al solito, perchè l'atmosfera non te lo consente.
Un mondo che esiste nelle cartoline, un mondo che esiste nei romanzi, un mondo che esiste nella tua testa e forse esiste da qualche parte nella Terra.

C'è un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per lavorare e un tempo per imparare,
un tempo per studiare e un tempo per fare.

C'è un tempo per vivere e un tempo per morire
un tempo per vivere come viene e un tempo per essere felici.

Non so se a Parigi, o qui, o in un altro posto,
ma avrò mai le palle per cercare la felicità?
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postato da JackDaniels87 alle ore 08:44
giovedì, 13 dicembre 2007

Uso il 13 dicembre per parlare del 12.
E' più facile parlare di ieri. E' l'oggi che spaventa, che non si sa mai come prendere. Anche il domani rende inquieti, perchè "del doman non v'è certezza".
Ieri invece è già passato, parlandone non torna più.
Non torna più ma lo riassapori ogni anno, ogni 365 giorni.
Chissà come mai ci sono giorni che passano inosservati e altri che invece non puoi fare a meno di ricordare.
Ci sono date, come 6,12 e 14, che hanno qualcosa da far ricordare ogni mese e ogni anno.
Altre date invece scorrono via pulite ogni anno, e nulla cambia nei ricordi.
E' un po' come il giorno della morte, che si ripete tutti gli anni senza che ci si faccia caso, ma poi il giorno che arriva lo si nota. O forse non lo si nota, ma è comunque definitivo.

Il 12 dicembre è il compleanno di mia sorella. Il 12 dicembre si porta dietro alcuni bei ricordi, ma anche almeno 3 giornate da funerale. Come scrivevo in un passato 12 dicembre, 4 anni fa, "le cose belle me le dimentico subito".
Le dimentico subito perchè A VOLTE non è vero che una perla tra tante ostriche vuote colpisce di più, o spicca: A VOLTE  tra tante ostriche vuote quella perla non la si guarda neanche.
Due anni fa superavo la teoria per la patente, a 18 anni e 36 giorni. Veloce, no?!
Ricordo il ragazzo con le Vans a scacchi bianco-neri, con la frangia che gli copriva un occhio. La moda degli emo non la conoscevo ancora, ma forse lui che veniva dai colli bolognesi era più avanti di me.
Ricordo che all'inizio mi faceva pena, dopo averci parlato mi ispirava simpatia, alla fine mi è dispiaciuto per lui. Ha sbagliato 7 risposte.
Ricordo il cinese seduto alla mia destra.
Credevo che non ne sapesse mezza, che se avessi avuto bisogno non mi avrebbe aiutato.
Ricordo che crocettà le risposte giuste in modo automatico, e consegnò il foglio mentre io stavo ancora leggendo la ventesima domanda. Se avessi avuto bisogno non mi avrebbe aiutato perchè se n'era già andato. 0 errori per lui.
Ricordo che mi venne in mente la lettura fatta pochi mesi prima a scuola sul libro di inglese, sull'impegno che i cinesi mettono nello studio.
Ricordo che mi accorsi che a volte i libri di scuola dicono delle cose vere.
Ricordo che io che ero ben preparato sbaglia una risposta stupida, e se avessi fatto tutto giusto avrei vinto un buono per una pizza. Ma l'importante era passare.
Ricordo che mi ero promesso che se non fossi passato a quell'esame mi sarei legato una corda al collo.

Sai quando ti fissi delle stupidaggini in testa mentre cammini, e ne fai un simbolo della tua giornata?
"Se quando passo davanti a quella porta esce un uomo, vuol dire che oggi avrò dei colpi di fortuna. se esce una donna, sarà una giornata di sfighe."
e poi se esce una donna ti senti già perso in partenza.

Ecco, io dopo 4-5 mesi di merda, avevo puntato tutto su quell'esame.
"Se lo passo, forse la ruota torna a girare.
Se non lo passo, voglio che la ruota non giri mai più"
Lo passai bene, forse è stato meglio così.
A inizio ottobre, 2 mesi prima, era un po' che le cose non andavano propriamente per il verso giusto.
Andavano malino.
Arrivò a casa una lontana parente, che abita a pochi chilometri di qui ma di cui ignoravo l'esistenza. Ora che so che è mia parente la vedo spesso.
Forse prima la vedevo e non ci facevo caso.
E' un'appassionata di astrologia, e si sente un po' in dovere di fare gli oroscopi per tutti.
Chiese segno e ascendente a me, mio padre e  mia sorella e ci preparò un bell'oroscopo per i mesi a venire.
Da quel giorno lei è la mia "astrologa di fiducia".
Riuscì a predire per me un periodo di "estrema fortuna", carico di novità ed esperienze stimolanti.
Grandi risultati scolastici, il concretizzarsi di un grande amore e tantissime fortune in campo lavorativo e sportivo. A partire dal 25 ottobre, si prospettavano 2 ANNI strepitosi per lo scorpione ascendente sagittario come me.

A fine ottobre avevo la media dell'8 a scuola: dopo pochi mesi ero sceso al 6 e qualcosa con note sul pagellino per disciplina e profitto.
Avevo la morosa: durò ancora pochi mesi. Il grande amore invocato dall'astrologa poi non si è ancora visto, e lo si attende tutt'ora.
Avevo un contratto quasi firmato per la stagione agonistica 2006: lo rifiutai, non me la sentivo più.
Grande periodo in famiglia: mai stati così male tutti insieme in casa.
Salute ottima: 200 esami di tutti i tipi per capire che (per fortuna) di malattie gravi non ne avevo.

In questo 12 dicembre 2007 qualcosa di buono c'è stato: sono passati 2 anni e 2 mesi dall'inizio dei "2 anni d'oro", chissà che ora le cose comincino a girare.

Oggi anche se può non sembrare sono girato bene, non ho motivi seri per essere girato male.
Che sono paranoico lo si vede quando sono girato bene infatti; quando le cose non vanno sono capaci tutti.
E' nel bene invece, che si nota il malato di mente.
Anche quando sono girato bene, e riesco a dedicare una giornata a me stesso come ieri, si nota questa malinconia di fondo.

Ho fatto delle commissioni, ho portato la maramobile dal gommista, ho prinnovato la carta d'identità (sigh!), ho preso altri moduli dal municipio per una borsa di studio, ho suonato la chitarra, ho scritto e ho corso a piedi. Io sono incostante in tutto ormai, da quando non faccio più sport agonistico se faccio palestra, o corsa, o piscina, lo faccio per un po' e poi mollo subito. Sarà così ance adesso, ma correre a piedi mi piace.
Mi piace correre da solo sulla riva del fiume. Senza cellulare. Senza nessuno. Solo con il lettore mp3.
Penso che se rimanessi steso lì, nei campi e quasi al buoio, nessuno mi troverebbe. 
Mi chiedo a volte se morire con la musica nelle orecchie sia più bello.
Mi convinco quasi che sia meglio aiutare il destino, meglio a 30 anni con la musica che a 90 in ospedale. James Dean non sarebbe James Dean se fosse morto a 90 anni.
Poi penso che io non sarei James Dean neanche morendo a 25 anni.
E tutto questo non ha più senso.
Rido e mi addormento.

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