postato da JackDaniels87 alle ore 21:59
venerdì, 04 gennaio 2008

"Ho messo via un pò di legnate
i segni quelli non si può
che non è il male nè la botta
ma purtroppo il livido"

Cesenatico.
Fine dicembre, tempo di feste.
C'è un bambino, dimagrito negli ultimi anni ma ancora un po' grassoccio e con le gambe storte, che cammina.
Cammina al fianco di mamma e papà. Procede con passo fiero.
E' contento. Respira l'aria di Natale, guarda il porto illuminato, osserva il presepe su una piccola barchetta.
Il papà lo porta in un bar. Si respira sport, si respira entusiasmo. Quel bambino spalanca i polmoni e si lascia inebriare dal clima positivo che lì non manca mai. Un ragazzo di Cesenatico sta diventando un corridore professionista, sta inseguendo il sogno della sua vita.
Quel ragazzo ha lasciato al bar la sua prima bici, la sua maglia, qualche trofeo. E' pienodi sue foto. Non è ancora nessuno, ma ha talento e voglia e ai suoi compaesani basta già questo.
Quel ragazzo si chiama Marco.
Entusiasmato da quel che ha visto, quel bambino prosegue insieme ai genitori nella passeggiata. Uscendo dal bar alza di poco lo sguardo.
Un gabbiano nottambulo si alza in volo e si va a poggiare sul presepe, nel punto più alto.
Pochi anni dopo anche il ragazzo Marco riuscirà a volare là. Nel punto più alto.
E' ormai tardi quando il bambino entra nella Renault 4 del papà. Si siede dietro e si mette subito a cercare gli alberi di natale illuminati.
Lancia la classica sfida ai genitori, vuole vedere più luminarie di loro.
"ecco quell'albero!"
"ecco quelle luci alla finestra!"
"là c'è un arbusto addobbato!"
Quel bambino cerca un alberone gigante, un'illuminazione che valga doppio.
Tiene il conto dei punti ottenuti dalla mamma e dal papà, si esalta per essere in vantaggio.
Gli piace ascoltare la mamma e il papà che parlano. A volte in macchina finge di dormire e li ascolta nei loro discorsi in dialetto.
In vantaggio nella classifica, lascia cadere la testa indietro per un istante e chiude gli occhi.
Ascolta le voci dei genitori e quando la mamma gli pone una domanda, fa finta di non sentire.
"S'è addormentato..." dice il papà.
"Dorme sempre, quel coglione..." osserva la mamma.
Voleva aprire gli occhi all'improvviso quel bambino, voleva fare una scherzo alla mamma, voleva solo tirarsi su di scatto e vederla ridere.
Fece finta di non aver sentito veramente, invece.
Una piccola lacrima scese lungo la sua guancia e cadde sul suo giubbotto col pelo attorno al collo.
Non aprì più gli occhi fino a casa, convinto che dopo sarebbe stato tutto come prima.
Una volta sceso dalla Renault 4 blu, però, la mamma aveva una faccia diversa. La mamma dopo quella frase era un po' meno mamma e un po' più estranea.
Il giorno dopo quel bambino si guardò alla specchio e vide qualcosa di diverso anche nella sua stessa faccia.
Quel bambino si sentì per la prima volta colpito da una legnata.
Non fu che la prima di una lunga serie, e ogni volta, guardandosi allo specchio, gli sembrava di scorgere un nuovo segno.

Passato qualche anno anche il ragazzo Marco, dopo aver volato, prese una legnata.
Superò quella legnata e proseguì, proprio come il bambino.
Alternò il volo a nuove legnate fino a quando riuscì, proprio come il gabbiano di Cesenatico, a volare fino al punto più alto.
Il giorno della consacrazione, quello in cui tutti dovevano rendersi conto che il suo posto era quello, gli arrivò una nuova legnata.
"ne ho passate tante, ma dopo questa non mi rialzerò più" disse.
Marco non si è più rialzato.
Chissà che fine ha fatto quel gabbiano di Cesenatico, chissà se a distanza di 10 anni volava ancora davanti al bar degli amici di Marco. Chissà se ha smesso di volare presto o se ha smesso solo quando ha smesso anche marco.
Chissà se anche quel gabbiano ha preso delle legnate dalla vita, e chissà se anche lui le ha messe via per ripartire.
Chissà se anche quel gabbiano di Cesenatico, specchiandosi nell'acqua del mare, notava dei segni nuovi vicino al becco.
Marco non si  più rialzato.
Per 5 anni ha vissuto una non-vita, e poi si è lasciato andare in una camera di motel.
Chissà se guardandosi allo specchio, in quel bagno d'albergo, notava anche lui tutti i segni che non aveva potuto mettere via.
Chissà qual era quello che gli faceva più male, chissà se era l'ultimo o se era la somma di tutti.

Quel bambino intanto era cresciuto e venne a sapere dell'ultima legnata del ragazzo Marco mentre era al cinema.
Pianse e la mattina dopo inforcò la sua bicicletta, con una rabbia che negli ultimi mesi non aveva mai.
Le legnate sono sempre dietro l'angolo e quel bambino ne sentì altre nei mesi a venire, forse meno pesanti di quelle di Marco, forse meno pesanti di quelle del gabbiano.
Non è il male nè la botta, è veramente il livido.
Perchè è il giorno dopo che la legnata fa male, è il giorno dopo che si sentono le ossa rotte.
Quel bambino aveva tutta una serie di sogni che sono state segati a metà dalle legnate.
Quel bambino si è ritrovato a 18 anni a non avere più dei veri sogni nella vita, a non avere più qualcosa a cui affidarsi, qualche illusione da cui lasciarsi cullare.
Quel bambino ha ricordato a sua mamma quella volta che lei gli ha dato del coglione, ma lei ha fatto finta di non sapere. Chissà se non ricorda più davvero. Il tempo cancella i segni solo a chi le dà le legnate, mai a chi le riceve.
Quel bambino a 20 anni non ha illusioni a cui stringersi, sogni con cui scaldarsi il cuore in inverno.
Quel bambino a 20 anni si accontenta di qel che passa in convento, di quel che offre la vita, perchè smettere di cullare delle speranze è un po' come indossare un'armatura.
Quello che ti aspetti non fa male, e non vale la pena di volare troppo in alto, se poi cadendo ci si spacca la testa.
Le illusioni vanno chiuse in un cartone e lasciate lì. Lì non fanno mai male.

Quel bambino a 20 anni torna a Cesenatico all'inizio dell'anno nuovo.
Odia le feste.
Chissà se è un retaggio della prima legnata della sua vita, chissà se è l'insieme di legnate incassate e messe via nel corso degli anni.
Chissà se i suoi familiari nell'anno nuovo avranno la salute, chissà se la ragazza che lo cerca lo cercherà ancora quando lui si potrà concedere, chissà se farà gli auguri a quella persona che non sa se tenere nella sua vita o meno. Chissà se quella persona gli mollerà l'ennesima legnata, o se si preoccuperà di curare tutte le ultime ferite.
Lasciandosi per un po' cullare da tutti i suoi "chissà se...", quel bambino nota un gabbiano che si avvicina a lui. Rimane fermo, con la speranza di vederlo avvicinare fino a pochi passi.
Non ha nulla di commestibile da lanciargli; tenta di farlo avvicinare con piccolissimi movimenti della mano. Sembra riuscirci fino a quando il gabbiano si stanca, emette un suo verso da gabbiano e si alza in volo.
Sale subito alto, e va a colpo sicuro fino a una barca attraccata poco lontano. Si ferma e, non soddisfatto, riparte e si va a posizionare un po' più in alto.
Chissà se è ancora lo stesso gabbiano di 15 anni prima.
Chissà se il ragazzo Marco aveva mai visto quel gabbiano, e si era soffermato pure lui a guardarlo.
Sarà quasi sicuramente un gabbiano diverso, che però si comporta come l'altro.
E si comporta come tutti.
In fondo il gabbiano non è molto diverso dall'uomo.
Le legnate esistono da sempre, e da sempre l'uomo dopo averle prese, seppur segnato, si è rialzato.
Anche nei giorni peggiori vale la pena di volare inseguendo un sogno, anche se quasi sicuramente quel volo significherà cadere di schiena.
Ripartire all'inizio dell'anno da un luogo conosciuto è forse il modo migliore per ricominciare a lasciarsi cullare dai sogni.
E allora quel bambino riprende il cartone che aveva messo da parte, là dove non fanno male, per farsi di nuovo spingere in alto.
Quelle illusioni l'hanno fatto crescere, male non faranno.
Tutt'al più, gli lasceranno qualche segno in più a far compagnia agli altri...

"Ho messo via un pò di illusioni
che prima o poi basta così
ne ho messe via due o tre cartoni
comunque so che sono lì"


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commenti (2)
Commenti
#1    05 Gennaio 2008 - 12:16
 
quando andai a cesena da mio cugino passai per il suo bar nel quale lui andava spessissimo. un'emozione...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Luciap87

#2    10 Gennaio 2008 - 22:42
 
http://picasaweb.google.it/Asilformica/IlMareANatale/photo#5153981004478537714
Scattata durante il mio di Natale, il mare d'inverno è tanto bello quanto freddo e malinconico...un pò come questo gabbiano.
utente anonimo

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